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domenica 31 agosto 2014

CI SIAMO!

http://neverlandstorie.wordpress.com




Ohi Folks!
Come anticipato nei giorni scorsi (vedi post precedente), la nuova dimora è pronta!

Avrete notato il re-styling del logo... è opera di Eleonora Alban (GRAZIE ELE!), bello vero?

Se ci cliccate sopra sarete indirizzati su wordpress, dove ormai NEVERLAND dove vivono le Storie vivrà.

Tra qualche settimana questo blog scomparirà quindi sbrigatevi a raggiungermi di là, altrimenti ci perdiamo e sarebbe un vero peccato, giusto? 
;)

Vi posso assicurare che ci saranno belle novità e un bel po' di movimento, non è una promessa è proprio un dato di fatto. 

Grazie :) 

Pronti, attenti... VIA!

b-

venerdì 22 agosto 2014

ARIA DI TRASLOCO



Ohi Folks!
Sì, lo so, sembrava tutto tranquillo e invece ecco cosa vi combino...
Sarò breve per non provocarvi scompensi:
NEVERLAND cambia casa, passa da blogspot a WORDPRESS.

Perché? Perché è una piattaforma in cui lavoro meglio, perché avevo bisogno di cambiare aria e perché NEVERLAND si sta ingrandendo e c'è bisogno di più spazio.

Ora: ci sono in serbo parecchie novità, nuovi laboratori, nuovi progetti (tra cui anche un podcast dedicato alla narrazione) e tutto questo se vi interessa potrete seguirlo a questo nuovo indirizzo:


AAAAAAAAAASPETTATE UN ATTIMO!

Sarà disponibile on-line il 1° settembre 2014. Non prima. Ripeto
1° SETTEMBRE 2014

Vi chiedo di stare ancora con me... trasferitevi con il feed RSS nella casa di wordpress con NEVERLAND e restiamo vicini...
che dite, si può fare?

Intanto io vado...
appena è tutto pronto vi faccio un fischio qui, ok?
A presto Folks!
;)
b-
 

 

giovedì 5 giugno 2014

UN ANNO SCOLASTICO INTENSO

Ben ritrovati Folks,
come va? Tutto bene? Immagino che ci siano molte cose nelle vostre giornate, a volte pure troppe, come succede a me, dove tutto scivola veloce e non ci si accorge del tempo che se ne va. Per non tornare più.
No, non l'ho scritto con tono melodrammatico, anche se così può sembrare. E' più che altro ironico, perché mentre lo scrivevo pensavo "per fortuna non torna più", intendo non lo stesso, non identico. Questo mi permette di viverlo meglio, di ricordarlo (con piacere o terrore, a seconda dei casi), ma non di rimpiangerlo. Potrei, ora, far riferimento a quello che la mente umana sa raccontare, quello che si riduce essere la realtà (reale, non immaginata o tradotta) e magari finirei con il parlarvi di "false memorie"...
Non ho ancora ben capito se le mie farneticazioni qui dentro siano lette con piacere o con un particolare acume critico... quindi spesso evito di andarci massiccia per non rischiare di annoiarvi o di essere linciata (che fa sempre brutto, l'ho già sperimentato almeno un paio di volte e non mi sono affatto divertita).
Questi, però, sono argomenti di cui parlo volentieri, soprattutto durante i laboratori di narrazione, e forse, prima o poi, cederò alla tentazione e ne parlerò pure qui.
Per oggi, siete fortunati, mi limiterò a celebrare un anno di duro lavoro che ho terminato proprio oggi con la consegna delle ultime storie alle scuole elementari.
Che significa?

Bé, le persone me lo chiedono sempre, non è sempre facile rispondere perché non sono mai risposte brevi e l'attenzione delle persone si sa... è labile. Non solo, spesso chiediamo sicuri di sapere già la risposta e smettiamo di ascoltare dopo due secondi, annoiandoci a morte. Ecco: le mie risposte raramente sono brevi. Non lo faccio apposta, ma è così. Quindi se dovete farmi una domanda e non avete voglia o tempo di ascoltare la risposta... non fatemela, risparmiate tempo ed energia e non mi fate arrabbiare.
L'ho detto qui e lo tengo buono come prova agli atti, io ho avvertito.
:)

Riprendo il discorso: cosa posso lasciare ai bambini e ai ragazzi che incontro nelle scuole dopo che si sono impegnati con me per sei ore a parlare e argomentare e alambiccarsi sull'argomento Storie?
Posso lasciar loro un pezzetto di me, del mio scrivere, ovviamente.
Faccio così, infatti, creo una storia assieme alla classe e poi gliela scrivo e gliela lascio. Questo perché se lo meritano e perché parlare di aria fritta non mi piace e non piace neppure a loro, si convincono di aver perso tempo e invece tutto quello che succede in classe nelle ore di NEVERLAND è tempo guadagnato, mai perso.
Io, però, li devo convincere.
Sì, perché io non sono una scrittrice che trovi in libreria o in biblioteca. Non sono pubblicata, non ho un nome famoso... insomma: chi sono?
Una che scrive e che comunque fa questo mestiere anche se sono in pochi a saperlo. A me non importa, in realtà, ma può essere un ostacolo quando mi propongo con i laboratori di narrazione... sospettano che millanti un mestiere che non so fare.

Assurdo? Bé, no, non è assurdo, è legittimo. Soltanto che a volte il pregiudizio mi sbarra la strada e non mi viene data alcuna possibilità di dimostrare sul campo quello che so e che non so fare.
Quando incontro, però, degli insegnanti intelligenti e generosi, allora le cose si compiono e tutto va alla grande. In questo anno scolastico sono stati molti gli incontri fortunati:
la scuola elementare di San Felice del Benaco
la scuola elementare di Toscolano Maderno
la scuola elementare di Soiano del Lago
le scuole elementari di Desenzano del Garda
la scuola media di Desenzano del Garda
la scuola media di Agnosine
e il Liceo Bagatta di Desenzano del Garda.

Ognuno di loro con un progetto originale, ognuno di loro con un percorso proprio, dove creare qualcosa che assomigli a ciò che LORO sono e che vogliono.

Ho cercato di dirlo in poche righe, so che non basta per rendere chiaro tutto a voi che non sapete (giustamente) di cosa sto parlando, ma non importa.
Non posso spiegarvi cosa significa per me scoprire queste menti e interagire con loro grazie a ciò che rende la mia vita degna di essere vissuta (la scrittura). Non posso proprio.
Vi basti sapere, però, che è tutto reale, tutto concreto, tutto così come deve essere, ovvero: speciale.

Se volete le prove allora eccovele, le foto non mentono:



E se volete sapere cosa combiniamo al Liceo Bagatta, allora andatevi ad ascoltare qualche puntata di INSIDEOUT (di cui vi ho già parlato, cliccate e leggetevi il post)...

E se volete saperne di più allora chiedete...

E se volete provare l'esperienza di un viaggio su NEVERLAND, allora fate un fischio!

Io ora mi riposo un po', solo qualche giorno e poi riparto con nuovi progetti, di cui se vorrete vi parlerò... ma siete sicuri di volerlo sapere davvero? ;)  :)

Buon giugno, Folks, a presto!

b-

mercoledì 23 aprile 2014

GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO?

... fammi dare un'occhiata, amico...
Ohi, Folks!
Ma come? Già qui? (direte voi)
Sì.
Perché nella giornata mondiale del libro io dovrei pur dire qualcosa no?
Ok, facciamo che non dico nulla... però, vi ricordo a mio modo, che infilare il naso tra le pagine di un libro può salvarti i pensieri. A volte anche la vita.

www.pandoralestoriedelvaso.it

Cliccate qui sopra, sul logo, ci sono storie che vi aspettano, non dovete far altro che accoglierle...
ascoltatele mentre state facendo qualcos'altro o mentre state lì raccolti in voi stessi.
Questo è un dono. Da parte di Pandora e di chi vive il Vaso di Pandora con passione e dedizione.
Sì, potete fare passaparola.
Al massimo non succederà nulla, ma se qualcosa dovesse succedere sarà qualcosa di buono.
Fidatevi.

Buone cose per chi si affida ad una storia. Buone cose per chi con una storia riesce a cambiare la propria in una migliore.

A presto Folks.
b-

lunedì 21 aprile 2014

LEGGERE: COSA, COME, PERCHE'?



Rieccomi qui, Folks!

Sono passate solo alcune settimane, non male vero? Quasi quasi riprendo il gusto della chiacchiera virtuale e inizio a postare ogni settimana qualcosa... 
Sì, mi piacerebbe, ma non sempre ho qualcosa di intelligente (mediamente intelligente, dai) da dire, ci sono lunghi periodi di vuoto necessariamente da attraversare per giungere a nuove piccole illuminazioni.
Ok, vediamo di riassumere le riflessioni che mi hanno triturato negli ultimi mesi riguardo alla lettura.
Leggo molto. Leggo perché il mio mestiere me lo impone, leggo con interesse e molta aspettativa, leggo per conoscere più che per divertirmi... e mi diverto quando ciò che leggo mi sta dando qualcosa che prima non immaginavo neppure esistesse.

Vi renderete conto anche voi che il mio leggere con piacere è messo alle strette da una serie impressionante di condizioni che non dipendono da me, molto più di quel che può essere per un lettore comune. Per inciso: amerei riprendere la condizione di lettore comune. Mi è impossibile. Sono diventata una rompiscatole di proporzioni cosmiche quando si tratta di valutare il testo che ho tra le mani, questo ha il vantaggio di farmi decidere serenamente di abbandonare un'opera che non mi sta dando nulla (a livello emotivo, intellettivo, vibrazionale, di conoscenza) anche prima di arrivare alla centesima pagina.
D'altro canto trovo sul mio cammino pubblicazioni mediocri e spesso ridicole e motivare questa mia presa di posizione diventa difficile. Specialmente durante gli incontri di lettura nelle biblioteche della mia zona, dove mi espongo senza difese al giudizio di un pubblico di lettori appassionati.

Chi l'ha detto che il mio mestiere non è un mestiere pericoloso? Balle.

La domanda a cui voglio rispondere ora, in questo luogo che è casa mia, è la domanda che mi viene rivolta sempre più spesso e a cui sono stata costretta a trovare risposta. Una risposta forse non esaustiva, ma che è proiettata in direzione di quella "definitiva".

Domanda: Come fai a giudicare un libro buono o non buono mentre lo stai leggendo?

Risposta: Ascolto l'autenticità di quella vibrazione.

Dirlo meglio non posso, al momento, posso cercare di sciogliere un po' il concetto per renderlo più comprensibile però. 
Ci provo: ci sono libri scritti con buona tecnica, dove la trama è abbastanza avvincente da rendertela interessante, dove i personaggi sono accattivanti e ti fai trascinare volentieri. Libri che li leggi fino alla fine e dici: Ok. 
Bravo l'autore? Sì, certo, bravo. Bello il libro? Sì, non c'è male. 
La maggior parte dei lettori si fermerebbe lì. Legittimamente, aggiungo.

Io sono costretta ad andare oltre. Devo capire perché quella storia non è una storia che mi ha segnato, dentro, in modo indelebile. Al di là del mio gusto personale, al di là del mio umore, al di là del periodo che sto attraversando, al di là di tutto. Cosa manca a questa storia?
Non vibra in modo autentico.
Sento che sotto c'è un calcolo, c'è una costruzione, c'è una freddezza, c'è un limite di coinvolgimento emotivo. Un gap incolmabile.
Che non riguarda la struttura dell'opera (sacrosanto presupposto per qualsiasi storia), non riguarda lo stile della scrittura, non riguarda la tematica... no. E' qualcosa di sottile. E' l'urgenza della comunicazione. E' quel messaggio che accompagna ogni riga, ogni passaggio, ogni battuta, ogni immagine, ogni dettaglio di cui la storia si nutre. 
E' una vibrazione.
La vicinanza dell'autore alla visione che lo obbliga a non indietreggiare neppure quando la sua storia diventa insopportabile, diventa una croce.
Anche si parlasse di felicità. Una croce.
Ammiro molto gli autori che decidono di pubblicare poco, non tutto quello che producono almeno. Perché un vero autore sa che non si può compiere la magia con ogni storia. Non se ti obbligano a pubblicare un libro o due all'anno. 

Detto questo mi rendo conto di risultare fastidiosa, boriosa, e alcuni mi hanno accusata di essere una invidiosa (ehmm... di chi non lo so, così in generale suppongo) quando mi schiero apertamente contro autori molto letti e molto amati, ma non smetterò di farlo solo perché divento un impiastro giocandomi la carta dell'impopolarità. 
Credo che grande responsabilità di questo mio inesorabile bisogno di dire la mia sia da imputare agli editori.
Troppe pubblicazioni ogni mese rendono la qualità un'utopia.
Tanti scrivono? Troppi scrivono?
Sì, ma è loro diritto farlo. Mi spaventerebbe scoprire che pochi scrivono, che pochi sentano il bisogno di farlo, che pochi sentano la necessità di creare, di immaginare, di riflettere, di approfondire pensieri che se non li scrivi poi scappano. Spesso per non ripresentarsi più. 

Quello che mi sconvolge ancora oggi è che si pubblicano troppi libri, libri di scarsissima qualità, perché i parametri tra cui le case editrici si trovano a doversi muovere sono assurdi.
Editori che non riconoscono neppure di essere ingabbiati in un meccanismo che non fa bene alla cultura (quella autentica) e neppure ai loro affari.

Anche questo non mi permetterà di aggiudicarmi la palma d'oro per il pensiero più intelligente dell'anno, o la fascia di Miss Simpatia 2014... me ne rendo conto, me ne farò una ragione.

Voglio dire di più e dirlo meglio: grazie al cielo sono tante le persone che scrivono, che vogliono scrivere, che ambiscono ad una carriera letteraria. Eppure credo che siano pochi quelli che hanno il talento, la capacità, il dono. Quelli che anche scrivessero la lista della spesa li riconosci come Scrittori.
Noi, con tante ambizioni (perché no, vivadio?! Vi rode che qualcuno possa guardare a se stesso con occhi speranzosi?! Perché?!), però, sappiamo che non è una pubblicazione a renderti Scrittore. Lo sappiamo perché quando andiamo in libreria ci imbattiamo in immondizia inenarrabile. Dovremmo, invece, guardare con fiducia al mondo dell'editoria e credere che se vieni pubblicato allora vali. 
Un no ricevuto da chi stimi è insegnamento. 
Vorrei potermi fidare di un editore che mi conferma di aver trovato della qualità nel mio lavoro e che pensa io meriti di essere letta.
Dando un'occhiata ai cataloghi di queste case editrici, quelli che possiamo definire "i colossi", mi cadono le braccia. 
No, non smetterò di scrivere per questo. 
No, non smetterò di cercare quei libri capaci di vibrare in modo autentico... quelli che quando li rimetti sullo scaffale è lo scaffale dei tuoi preferiti, quelli che prima o poi rileggerai, quelli che ti hanno fatto aumentare la voglia di scrivere. Così si fa, Babs, impara!

Ieri sera ho finito di leggere "Il cuore è un cacciatore solitario" di Carson McCullers. In ebook. Lo comprerò in cartaceo e ne comprerò un altro della stessa autrice, con la speranza di non esserne delusa. 
Perché così si fa!
Perché così deve essere, perché sarebbe bello fosse sempre così, o almeno lo fosse spesso.
Cos'altro aggiungere? Ho finito, per oggi. Per fortuna.

A presto Folks!

b- 

lunedì 7 aprile 2014

INSIDEOUT... una sfida che è già vittoria!



Benritrovati Folks,

sì, il tempo va veloce e io non riesco a stargli dietro perché le cose concretizzate sono tante e questo diario virtuale dovrebbe essere aggiornato più spesso. Mi propongo ogni volta di migliorare i tempi di pubblicazione dei post, ma come potete notare le buone intenzioni non bastano. Vedrò di migliorare, ma ora, però, passo ai fatti: i laboratori di Neverland nelle scuole elementari e medie stanno dando ottimi frutti e ve ne parlerò tra un paio di settimane... invece l'avventura podcasting nel Liceo Bagatta di Desenzano del Garda ha già prodotto abbastanza da poter essere messo in vetrina.



Non vi tedierò con spiegazioni e dettagli, perché lo so che le parole si perdono nel vento, ma qualcosa voglio lasciarvi e un video che vi introduca nel mondo di InsideOUT in presa diretta migliore di questo non potrei immaginarlo (un grazie a Paola Buizza con tutto il cuore):


E adesso che vi siete gustati il servizio che cosa posso aggiungere? 
Posso dire che è un viaggio che ci sta riservando bellissime sorprese, grandi soddisfazioni.
Posso dire che lavorare con energia e passione è l'unico modo per far avverare i sogni.
Posso dire che questo è un inizio, e per ognuno di noi le strade e le scelte saranno diverse, ma ora insieme viviamo un pezzo di storia che sarà nostra per sempre. 

E grazie ad Alessandro Gatta di BresciOggi per questo articolo e per l'intervista che ha rilasciato ad   InsideOUT (che andrà on-line nei prossimi giorni sul blog del podcast):


Eccovi la Redazione di  InsideOUT al completo e se vi va di ascoltare i ragazzi questo è il link al blog:




In collaborazione con IPN_Italian Podcast Network



A presto Folks!

b-
 




venerdì 10 gennaio 2014

C.S.I. (NO, NON C'ENTRA NULLA)

http://circoloscrittorinstabili.wordpress.com
circoloscrittorinstabili@gmail.com

No, non è un modo per gabbare i motori di ricerca questo mio titolo, è l'abbreviazione di quel che leggete nel logo qui sopra. Un modo per giocare, ma seriamente. Significa che questo progetto che parte da lontano, ovvero da Neverland, è la concretizzazione di un percorso che ha richiesto mesi e mesi di incontri e di pratica. Andate a leggere sul blog (cliccate sul logo), ho spiegato tutto quel che c'è da spiegare, ma soprattutto andateci spesso a leggere i racconti che questi undici instabili scrittori creeranno di mese in mese per voi. Il percorso non vi verrà svelato, tutto segue una logica senza "se" e senza "ma", e alla fine di questo 2014 credo che il disegno vi sarà evidente. Forse non l'ho ancora detto chiaramente, ma il Circolo Scrittori Instabili non si propone con supponenza né millantando titoli e talenti: quello che leggerete sono le testimonianze, passo dopo passo, di un processo creativo che coinvolge ogni autore in modo diverso, a seconda della propria origine, della propria storia, della propria personalità e delle proprie ambizioni. Non è una vetrina per pavoni che fan la ruota, ma voglia di condividere un'avventura che di per sé è già arricchente e gratificante, per il semplice fatto della presenza all'interno di un gruppo che è un incontro fortunato di persone diversissime eppure affini.     I commenti sono assolutamente ben accetti,anche quelli esplicitamente critici, ma ricordatevi mentre vi rivolgete a noi le parole di Ennio Flaiano
"Abbia la compiacenza di parlarmi con gentilezza".
Detto questo, vi assicuro che sarà anche per voi lettori un bel viaggio, avrete a disposizione undici mondi da scoprire... undici possibilità di incontro. Senza maschere, con onesto intento.     E grande passione. Grande passione. Fidatevi.
b-